Piace ai giovani il centro sociale autogestito
del Collettivo autonomo fabrianese

E’ sbocciata e resiste
la primavera del CoAF

Dopo due occupazioni
e le promesse fasulle di Comune
e Regione, un privato mette
a disposizione come sede stabile
un capannone a Ca' Maiano


di Paolo Termentini

Le idee e la passione politica dei ragazzi del Collettivo autonomo fabrianese "Fabbri" (CoAF) hanno faticato non poco per accasarsi. Non un problema di contenuti, ma di contenitori, la cui ricerca per via "autonoma" è stata una conseguenza fisiologica. La prima occupazione del collettivo risale al settembre 2007 ed è durata appena una settimana, interrotta per lasciare spazio all'originaria destinazione d'uso dello stabile "invaso": un centro di degenza per disabili, immobile dell'Asur in località Casa Stazi. Centro che fino ad ora è rimasto un'illusione, visto che dopo 15 anni dall'inizio dei lavori il cantiere è ancora lì. Il CoAf, nonostante privo di un luogo di progettazione e coordinamento, ha organizzato attività sociali, politiche e culturali. Inoltre ha collaborato con altri centri sociali della regione, occupandosi anche di questioni importanti per il bacino fabrianese, come la chiusura della Merloni. La trattativa intavolata con Comune e Regione per ottenere l'assegnazione di uno spazio da autogestire si è arenata su promesse non mantenute. E così i ragazzi del CoAF lo spazio hanno deciso di prenderselo da soli, ancora una volta. Sabato 11 aprile, alle 9 del mattino, da bravi attivisti, hanno occupato la casa cantoniera dell'Anas di Vetralla (Fabriano). "Siamo stati tutti identificati dalle forze dell'ordine ed è iniziata la trattativa con alcuni membri del Consiglio comunale - spiega Andrea Flamini, portavoce del CoAF - Si è giunti a un accodo, ma un po' fasullo. Ci hanno sì assegnato la sede della Croce rossa taliana nella frazione fabrianese di Marischio; ma poi siamo venuti a sapere che potevamo usarlo per poco tempo, perché destinato entro breve a tornare nella disponibilità della Croce Rossa". La permanenza nella sede della Croce Rossa è durata 28 giorni, periodo in cui i ragazzi non sono stati affatto con le mani in mano. Hanno iniziato ad allestire una biblioteca popolare, dato ripetizioni gratuite agli studenti delle superiori, attivato cineforum. E il 25 aprile l'hanno festeggiato a modo loro: dando vita a un meeting di contestazione contro il patron dell'Elica Francesco Casoli (senatore Pdl), seguito da un pranzo sociale organizzato in collaborazione con Anpi ed Epicentro Sociale, il cui ricavato è stato destinato alla popolazione abruzzese colpita dal sisma. Ora, grazie all'accordo con un privato, il CoAF si è finalmente accasato in un capannone a Ca'Maiano (frazione di Fabriano) e la macchina delle attività si è subito rimessa in moto. Verso la seconda metà di giugno è previsto "R.I.P.Arte", festival di arte e cultura alternativo, che l'anno scorso aveva svolto il ruolo antagonista a "Poiesis", il blasonato festival organizzato da Francesca Merloni, discusso per il gran dispendio di denaro pubblico necessario all'allestimento.

Per info e contatti: collettivofabriano@libero.it

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