QUANDO L'OZIO È CREATIVO
E STUPEFACENTE
ALLA SCOPERTA DELLA CARBONERIA LETTERARIA

Un gruppo di "autori multipli" che con ironia
e goliardia"prende al balzo la parola"
e la rilancia al pubblico


di Francesco Conte

Già chiamare il proprio stile "viola" piuttosto che "nero" dà un'idea di cosa balena per la testa della Carboneria Letteraria. Vi sentirete dire dai suoi membri che "La Carboneria non esiste. Non è mai esistita". Ma in realtà è già da qualche anno che un gruppo di amici pazzerelloni col gusto della buona cucina si incontrano con uno scopo comune. Con tanto di statuto, che recita: "La teoria sociologica su cui fonda la sua (della Carboneria Letteraria, ndr.) attività è quella dell'Ozio Creativo"; oppure "La sua religione ufficiale è il buddhepicurismo cattolico ateo agnostico neopagano". Un'associazione decisamente goliardica dunque. Che qualche tiro mancino al serioso mondo della letteratura l'ha lanciato. E qualche carezza pure. Di sicuro i 23 adepti di questa misteriosa compagine, tra cui in passato anche Piernicola Silvis, che poi ha pubblicato con l'editore Fazi, e l'ex finalista al premio Strega Stefano Marcelli. La Carboneria, dicevamo, stimola a prendere al balzo la parola, dall'Alto della cultura (quasi tutti i membri della Carboneria Letteraria possono essere definiti dei cosiddetti professionisti: ingegneri, medici, insegnanti) ma anche con un caustico realismo che si tramuta in romanzi di vita eppure surreali al tempo stesso. Paolo Agaraff e Pelagio D'Afro, due tra gli pseudonimi che dominano la scena, essendo essi stessi "Autori multipli", ci spiegano: "Scriviamo come a mani di vernice, ogni volta ciascuno rilegge il testo intero e apporta nuove modifiche. Ci vuole una certa dose di leggerezza nel fare andare tutti di pari passo, ma alla fine le varie tracce si fondono, portando con sé esperienze e stili diversi". Quello che caratterizza Paolo Agaraff è la scelta di dedicarsi non solo al tradizionale libro, ma anche a forme narrative alternative, più moderne, come la narrazione ipertestuale e interattiva, come i giochi di ruolo e di narrazione. Dà un certo spaesamento navigare tra le pagine online della Carboneria Letteraria (www.carbonerialetteraria. com), dove ironia sferzante e cauto "logo-romanticismo" danno vita alla descrizione di un'entità astratta, la Carboneria appunto, che tra i suoi principi dichiara: "E' contraria al diritto d'autore (fino a che una sua antologia non sarà pubblicata da Mondadori)". "Tecnica dell'imbianchino" a parte, è chiaro che tutti i Carbonari hanno ben presente cosa vuol dire leggere. Tanto che lo scrivere ne diventa una diretta conseguenza, un gioco a più voci che spinge ad autolimitarsi e vivere insieme nelle parole, nelle storie. Un fenomeno marchigiano che ha contaminato positivamente altri autori sparsi per la penisola, facendo della voce di provincia una realtà comica ma a misura d'uomo. Ed è proprio nelle Marche che molti dei Carbonari vivono e ambientano i loro romanzi a più mani. Perfino romanzi composti da sole 7 parole. Prossimi appuntamenti: l'uscita di una nuova antologia presso "I tipi" di Giulio Perrone, intitolata "Frittology"; il 12 settembre, a Moie di Maiolati, partecipazione alla serata conclusiva del concorso grafico-letterario CisinTandem 2009, con premiazione dei vincitori, mostra degli elaborati, tavola rotonda sul tema "Il concorso, l'esordiente, l'editoria", letture, punto di incontro con autori di opere di genre Noir.

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